Rapporto tra fotografia, territorio e paesaggio

“Caro Rotoletti, grazie per l’apprezzamento di Scicli, bel lavoro. Purtroppo, come avrai notato, la nostra gioia è fortemente incrinata dalle centinaia di discariche storiche abusive che circondano il nostro paese. Una ignominia che non si assoggetta a nessuna enfasi opposta, la tua.” G. M.

Questa disincantata osservazione di uno sciclitano a proposito del mio libro “Scicli città felice” mi fornisce lo spunto per ripensare al rapporto tra fotografia, territorio e paesaggio.

Gli architetti inglesi usano una felice espressione per descrivere un progetto architettonico o paesaggistico che abbia lo scopo di tutelare il territorio: “Project to protect”. Credo che lo stesso concetto si possa applicare ad una bella fotografia o a un libro fotografico; un buon progetto architettonico e un’ immagine forte hanno entrambi la funzione di educare le persone a vedere la bellezza, e di conseguenza a proteggerla o ricercarla, dando forza alle potenzialità già presenti sul territorio. Lentamente, saranno gli stessi abitanti a diventare i guardiani dei loro paesaggi.

Palazzo Busacca © Armando Rotoletti 2013
Palazzo Busacca © Armando Rotoletti 2013

In un paese come il nostro, dove gli innumerevoli beni artistici, architettonici e paesaggistici sono, per i motivi che sappiamo, poco valorizzati e spesso abbandonati a sé stessi, mi sembra evidente che la documentazione fotografica si rende sempre più necessaria. Del resto, l’immagine è la prima forma di cultura e di conoscenza.

Infine, vorrei ricordare all’amico che mi ha consegnato il suo messaggio sconsolato le parole del grande antropologo Ernesto De Martino: “Coloro che non hanno radici, e sono cosmopoliti, si avviano alla morte della passione e dell’umano: per non essere provinciali occorre possedere un villaggio vivente nella memoria, a cui l’immagine e il cuore tornano sempre di nuovo, e che l’opera di scienza o di poesia riplasma in voce universale”.

Scicli © Armando Rotoletti 2013
Scicli © Armando Rotoletti 2013

Il mio villaggio di origine aveva queste caratteristiche: architetture essenziali realizzate con i materiali esistenti sul territorio, ed era abitato da gente di un’umanità infinita.

Insomma, cerco di fare libri che siano una metafora del mondo che vorrei: gentile, amoroso e rispettoso del prossimo.

Armando a Scicli fotografato dall'amico Bartolo Bonvento
Armando a Scicli fotografato dall’amico Bartolo Bonvento

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